Endometriosi e alimentazione

Endometriosi e alimentazione

Con il termine endometriosi si intende la presenza di endometrio e stroma di endometrio al di fuori dell’utero, per esempio sulle ovaie o su altre strutture pelviche e addominali.

Una ragazza può soffrire di endometriosi sin dalla sua prima mestruazione e convivere con questa malattia nel corso degli anni, sebbene la patologia rallenti con la menopausa.  

I tipici sintomi della patologia includono: il dolore pelvico (in fase peri-mestruale), mestruazioni dolorose, rapporti sessuali dolorosi, irregolarità di cicli mestruali con perdite ematiche anomale e problemi intestinali.

Ne soffrono circa 21 milioni di donne al mondo, di queste 16 mila solo in Europa.

Sebbene possa essere riconosciuta tramite un’attenta anamnesi della paziente, un’accurata visita ginecologica o vari esami; la diagnosi definitiva è attualmente possibile esclusivamente tramite laparoscopia (chirurgia).

Ne consegue che, purtroppo, molte donne scoprono di soffrire di endometriosi nel momento in cui tentano una gravidanza dato che l’endometriosi è una delle prime tre cause di sterilità femminile.

Il supporto dell’alimentazione

Una donna che soffre di endometriosi, necessita principalmente di un piano alimentare sano e bilanciato (il piatto della salute) ma soprattutto:

  • che migliori la risposta insulinica,
  • antinfiammatorio
  • disintossicante e libero di ormoni.

Il miglioramento delle proprie condizioni avviene già a tavola, attraverso determinate scelte alimentari. Scegliendo in modo opportuno, si potrà contrastare la dolorosa sintomatologia legata alla patologia.

I punti cardine di una dieta in caso di endometriosi

Ottimizzare la composizione corporea

Sappiamo che qualsiasi soggetto che si dica in salute, dovrebbe presentare una composizione corporea ottimale; con una % di grassi all’interno di determinati range. Nel caso di donne che soffrono di endometriosi questi parametri assumono una grande importanza. Di fatti, sebbene in passato si pensava che il tessuto adiposo fosse inerme, ad oggi sappiamo che è in grado di produrre molecole infiammatorie capaci di interferire con la funzionalità endocrina, sul tessuto cardiovascolare e sul sistema immunitario.

La dieta antinfiammatoria

Come anticipato, la priorità principale è abbassare il grado di infiammazione nell’organismo. Questo obiettivo può essere raggiunto tramite un preciso intervento nutrizionale, attraverso un piano che tenga conto di:

  • Eventuali reazioni avverse agli alimenti (al nichel, glutine, lattosio, solfati)
  • Picchi glicemici, combinando in modo corretto gli alimenti e puntando alla qualità)
  • Il rapporto tra acidi grassi omega-6 e omega-3

Inoltre, sono importanti due fattori:

  • La corretta igiene del sonno
  • La gestione dello stress (limitare l’aumento del cortisolo)

Infine, sulla tavola di una donna affetta da endometriosi non dovranno mai mancare spezie come curcuma, zenzero, verdure cruda e dovrà garantirsi un buon apporto di alimenti contenenti vitamina A, C, E e magnesio.

La dieta antiestrogenica

Particolar attenzione va data ai cosiddetti disregolatori endocrini: sostanze che mimano l’azione dei nostri ormoni, interferendo con la produzione ormonale e considerati responsabili dello sviluppo e della progressione dell’endometriosi.

La contaminazione chimica dei cibi pare favorire la diffusione di cellule estranee nell’addome, in particolare la contaminazione da policlorobifenili (PCB) (Louis GM et al). La maggiore via di esposizione per l’essere umano ai PCB è proprio attraverso il consumo di scatolame in latta, pesci di grande taglia, pesticidi (Munoz-de-toro M et al). Anche la soia è considerata un interferente endocrino e andrebbe evitata in caso di endometriosi.

Endometriosi: cosa fare?

Cosa aumentare?

Si consiglia di aumentare le fibre fino al 20-30% nei pasti, dunque aumentare il consumo di: verdure, cereali integrali (meglio se con poco glutine), legumi, frutta, frutta secca, pesce azzurro, salmone, tonno, olio extravergine di oliva, semi di chia, semi di zucca, semi di lino e avocado.

Cosa ridurre?

Si consiglia di ridurre al minino la carne rossa, preferendo la carne bianca (di origine e allevamento controllato); i latticini, il glutine, alimenti industriali, alcol, caffeina, zucchero bianco, avena, segale, farine bianche e prodotti da forno, grassi saturi, prodotti contenenti soia, prodotti caseari di origine animale di allevamento non controllato.

Cosa dicono gli studi?

Nella popolazione italiana, le donne che mangiano almeno 7 porzioni di carne rossa alla settimana hanno un rischio doppio di endometriosi rispetto a quelle che ne mangiano meno di 3 porzioni alla settimana.

Le donne che mangiano 14 o più porzioni alla settimana di verdura verde hanno un rischio di endometriosi inferiore del 70% rispetto alle donne che ne mangiano meno di 6 porzioni alla settimana.

Inoltre, secondo le ricerche dell’Istituto Universitario di Salute Pubblica di Harvard, le donne che assumono due o più tazze di caffè (o 4 lattine di cola) al giorno hanno il doppio di probabilità di sviluppare l’endometriosi rispetto alle altre donne (Grodstein F. et al). Infine, le donne che consumano alcool sembrano avere una maggiore incidenza di endometriosi (Perper MM et al)

L’integrazione e l’endometriosi

In aggiunta al cambio di abitudini alimentari, le donne che fanno esercizio fisico hanno un rischio molto inferiore di soffrire di endometriosi. Probabilmente l’esercizio riducendo l’attività ormonale e rafforzando il sistema immunitario, limita la crescita del tessuto endometriale al di fuori della cavità uterina. Infine, si ricorda l’importanza dell’integrazione a supporto della nutrizione. Nello specifico risultano validi alleati gli integratori di: vitamina d, omega3, curcuma, quercetina, metifolato di calcio, nicotinamide, e partenio.

Se soffri di endometriosi e vuoi avere qualche idea su come comporre la tua giornata alimentare, lascia pure un commento o prendi un appuntamento contattandomi al +39 351 863 1208

 

 

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